lavoro in spazi confinati – Le caratteristiche del permesso di lavoro

D.P.R. 2011 : Se in un ambiente confinato è presente un rischio anche potenziale di  atmosfera pericolosa, di seppellimento, di intrappolamento o un rischio grave di altro tipo, è necessario richiedere un permesso di lavoro, uno strumento che è volto ad assicurare che tutti gli elementi del sistema sicurezza siano stati messi in atto prima che ai lavoratori venga permesso di entrare e/o lavorare in questi ambienti. 

Per approfondire il tema sulla necessaria autorizzazione o permesso di lavoro per l’entrata negli spazi confinati, torniamo a consultare un documento realizzato dal Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell’ Azienda Sanitaria Locale di Milano in occasione delle attività lavorative correlate all’ Esposizione Universale 2015 di Milano.

Inoltre il permesso di lavoro prevede l’isolamento dell’ambiente da qualunque forma di flusso (gas, liquidi) e/o di energia (continua o accumulata) sia in ingresso sia in uscita.

In particolare “la preparazione al lavoro deve includere (per quanto applicabile):

– l’identificazione univoca (temporanea o permanente) dell’ambiente (apparecchio) e dell’impianto di processo, tubazioni e valvole;

– la depressurizzazione;

– il raffreddamento (i recipienti cilindrici possono risultare sensibili a cedimenti sottovuoto, è quindi indispensabile la compensazione con flussaggio di azoto oppure dotando il contenimento con valvole rompivuoto)

;- lo svuotamento di liquidi (materie prime);

– lo svuotamento di solidi (residui, fanghi, polveri, …) mediante: lavaggio con acqua o detergenti; lavaggio con acqua in pressione; pulizia chimica con solventi; pulizia con vapore;  sabbiatura/granigliatura; pulizia manuale;

– la sostituzione dei solidi, gas, vapori (tossici, nocivi, infiammabili, asfissianti, ecc,) con aria, mediante: aerazione forzata; flussaggio con acqua e aria; depurazione con aria in pressione o sottovuoto; flussaggio con vapore;

– l’isolamento da qualunque forma di flusso mediante (in ordine crescente di efficacia): chiusura e bloccaggio di valvola di intercettazione (o valvole); doppia valvola di intercettazione chiusa e bloccata con l’interposizione di una tubazione di drenaggio; installazione di disco cieco; disconnessione fisica con applicazione del cartello ‘lavori in corso, non effettuare manovre’;

– l’isolamento della macchina da qualunque forma di energia

;- l’isolamento elettrico mediante: apertura dei dispositivi adatti al sezionamento; chiusura con chiave del dispositivo di sezionamento oppure del quadro o del locale in cui è installato il dispositivo di sezionamento;

apposizione del cartello ‘lavori in corso, non effettuare manovre’; 

messa a terra e in cortocircuito quando: c’è il pericolo di tensioni indotte, vi sono incertezze sul sezionamento da tutti i possibili punti di alimentazione”. 

Il permesso di lavoro prevede anche l’assenza di atmosfera esplosiva o, in caso contrario, le misure adottate contro il rischio di esplosione ed in particolare:- “le attrezzature con potenziali sorgenti di accensione devono essere marcate in conformità alla direttiva 94/9/CE di categoria scelta dal responsabile dei lavori in relazione alla probabilità e durata dell’atmosfera esplosiva. In assenza di elementi di valutazione della suddetta atmosfera, le apparecchiature devono essere di categoria 1 e classe di temperatura T6;- devono essere indossati indumenti che non provocano l’accensione di una eventuale atmosfera esplosiva (es. scarpe, tute, guanti di tipo dissipativo);- non devono essere eseguiti lavori a caldo (molatura, saldatura, ecc.) se la concentrazione della sostanza infiammabile supera valori compresi fra il 5 ed il 10 % del LEL oppure se il contenuto di ossigeno supera il 23%”. Infine il permesso deve prevedere anche l’individuazione del rappresentante del Datore di lavoro committentecon funzioni di indirizzo e coordinamento dell’attività da svolgere (in caso di appalto). Il documento dell’Asl ricorda che il rappresentante del Datore di lavoro committente deve:- “essere in possesso di adeguate competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro ed aver comunque svolto le attività di informazione, formazione e addestramento di cui all’articolo 3, comma 2 del DPR 177/2011 sugli ambienti confinati;- essere a conoscenza dei rischi presenti nei luoghi in cui si svolgono le attività lavorative;- vigilare con funzione di indirizzo e coordinamento delle attività svolte dai lavoratori impiegati dall’impresa appaltatrice o dai lavoratori autonomi e per limitare il rischio da interferenza di tali lavorazioni con quelle del personale impiegato dal datore di lavoro committente;- autorizzare le riprese successive dell’operazione;- firmare il permesso di lavoro per presa visione e accettazione (all’inizio e in caso di ripresa dei lavori)”. Concludiamo segnalando altri articoli di PuntoSicuro che affrontano il tema del permesso di lavoro secondo la normativa italiana e secondo la normativa OSHA.

Infine il permesso deve prevedere anche l’individuazione del rappresentante del Datore di lavoro committente con funzioni di indirizzo e coordinamento dell’attività da svolgere (in caso di appalto). Il documento dell’Asl ricorda che il rappresentante del Datore di lavoro committente deve:

– “essere in possesso di adeguate competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro ed aver comunque svolto le attività di informazione, formazione e addestramento di cui all’articolo 3, comma 2 del DPR 177/2011 sugli ambienti confinati;

– essere a conoscenza dei rischi presenti nei luoghi in cui si svolgono le attività lavorative;

– vigilare con funzione di indirizzo e coordinamento delle attività svolte dai lavoratori impiegati dall’impresa appaltatrice o dai lavoratori autonomi e per limitare il rischio da interferenza di tali lavorazioni con quelle del personale impiegato dal datore di lavoro committente;- autorizzare le riprese successive dell’operazione;

– firmare il permesso di lavoro per presa visione e accettazione (all’inizio e in caso di ripresa dei lavori)”.

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