PMI: CONDIVIDIAMO LA PROPOSTA DEI MODELLI SEMPLIFICATI PER LE PMI e LE ASSOCIAZIONI

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In qualsiasi tempo , e soprattutto in quello del CORONAVIRUS, siamo sempre stati pro-attivi verso le semplificazioni dei sistemi per portare valore ed efficienza .

Entro il 25 maggio 2020, la Commissione europea dovrà trasmettere al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sulla valutazione e sul riesame del GDPR, le prossime si ripeteranno ogni quattro anni, come previsto dallo stesso GPDR, all’art. 97.

Nella fase di stesura della relazione la Commissione può richiedere informazioni agli Stati membri e alle Autorità di controllo. Di conseguenza, anche in base alle posizioni e alle conclusioni del Parlamento europeo, del Consiglio potrà presentare proposte di modifica del GDPR e cosi è stato fatto.

A fronte delle nostre numerose esperienze in campo PMI e ASSOCIAZIONISTICO siamo felici di condividere una proposta che sposiamo pienamente . SEMPLIFICHIAMO !

SEMPLIFICAZIONE GDPR: LA PROPOSTA

La proposta di semplificazione inoltrata sull’applicazione del GDPR è stata pubblicata dai membri delle rappresentanze permanenti degli Stati membri presso il Consiglio dell’Unione europea lo scorso 19 dicembre 2019.

Dopo la sua formale adozione, il Consiglio della Commissione europea lo presenterà.

Nel documento sono affrontati anche alcuni problemi applicativi come, appunto, la necessità di avviare quella semplificazione dele PMI finora non realizzata.

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Le associazioni di beneficenza e di volontariato vanno incontro praticamente le medesime difficoltà. Seppur con alcune differenze, le problematiche sollevate per PMI ed enti no profit sono paragonabili in pressoché tutti gli Stati membri.

In particolare queste realtà hanno dovuto affrontare sfide soprattutto sul fronte dell’accountability (o documentazione delle scelte) e della creazione di un sistema interno di compliance (gestione della conformità) al GDPR.

lA PROPOSTA DI RIVISITAZIONE

Nel documento si ravvisa la necessità di una rivisitazione ad hoc, per queste categorie di Titolari, relativamente a:

  • la creazione/manutenzione dei registri dei trattamenti, che da una parte vede esonerate le organizzazioni con meno di 250 dipendenti, dall’altra però il Regolamento prevede che qualsiasi organizzazione che si trovi a trattare categorie particolari di dati (i dati “sensibili”), o dati personali relativi a condanne penali e a reati, debba dotarsi di un registro dei trattamenti (art. 30.5 del GDPR). La proposta è di promuovere modelli semplificati di registro;
  • la gestione delle violazioni dei dati personali che rispetto al passato ha creato un notevole aggravio di lavoro sia per le organizzazioni che per le Autorità. Qui il documento del Consiglio suggerisce un modulo armonizzato per la notifica.

Fonte: PMI

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